FRUTTETI DELLA biodiversità

Questo progetto vuole essere un contributo sostanziale al mantenimento dell’agrobiodiversità e delle  nostre profonde radici colturali e culturali, attraverso la messa a dimora di piante di antiche varietà locali di frutta, peculiare e rappresentativa di ogni luogo in cui il progetto si svolgerà. 

I frutteti della biodiversità sono luoghi in cui si intrecciano conoscenza, memoria, relazione e cura. Prendersi cura di queste piante significa riscoprire la stagionalità del cibo e promuovere un rapporto più consapevole con la natura. Allo stesso tempo, questi alberi custodiscono storie, valori e memorie legate alle comunità, alle famiglie e al territorio, restituendo un patrimonio di bellezza e identità condivisa. Sono inoltre spazi aperti e accessibili, capaci di favorire l’incontro tra generazioni e persone diverse, e luoghi da vivere concretamente, dove i frutti possono essere raccolti e condivisi a beneficio della comunità.

DOVE POTRANNO ESSERE REALIZZATI I frutteti della biodiversità possono essere realizzati in contesti diversi, adattandosi ai luoghi e alle comunità che li accolgono. Possono nascere su terreni pubblici messi a disposizione dai Comuni, in aree verdi condivise gestite insieme ad associazioni o cittadini, ma anche in spazi aziendali, dove le imprese possono promuovere direttamente la tutela della biodiversità coinvolgendo anche i dipendenti. Possono inoltre trovare collocazione presso residenze e istituti sanitari, diventando spazi non solo ornamentali, ma anche terapeutici e utili per attività rivolte a pazienti e lungodegenti.

Frutteti della Pace
Nascono dall’idea che la biodiversità possa diventare un messaggio concreto di pace, inclusione e cura del mondo. Mettere a dimora alberi da frutto significa affidarsi alla natura per ricostruire legami, correggere gli squilibri prodotti dallo sviluppo umano e riscoprire un rapporto più giusto con l’ambiente. In questo progetto, il frutteto diventa un luogo in cui comprendere la complessità del mondo naturale, ristabilire connessioni con gli altri esseri viventi e imparare a convivere nella diversità, riconoscendola come una ricchezza. È uno spazio di incontro, scambio e conoscenza, capace di generare relazioni, consapevolezza e speranza.

“Straordinario, straordinario!”

Disse Maksimov prendendo congedo. ” Se avessimo tutti un paio di quei suoi piccoli meli, credo che non avremmo bisogno di guerre e il fascismo sarebbe debellato. Quei rami nodosi sembrano braccia oneste e schiette in grado di salvare il mondo dal pericolo della guerra, dell’abbrutimento e della morte”. 

Vasilij Grossman, Stalingrado